Si è svolta questa mattina a Sassari la prima udienza del 2021 presso la Corte d’Appello del processo di secondo grado per l’alluvione di Olbia del 2013.
Davanti alla corte presieduta dal giudice Plinia Azzena, è stato ascoltato l’ultimo dei sei testimoni chiamato a ripercorrere, nel dettaglio, anche le fasi che hanno preceduto la tragedia del 18 novembre in cui persero la vita sei persone nel solo comune di Olbia. Sostanzialmente la testimonianza ha confermato quanto era emerso durante il processo di primo grado a Tempio che, come si ricorderà, si chiuse con l’assoluzione di tutti gli imputati dall’accusa di disastro colposo e omicidio colposo plurimo.
Sono imputati l’ex sindaco di Olbia Gianni Giovannelli, difeso dagli avvocati Nicola Di Benedetto e Agostinangelo Marras, i dirigenti comunali Gabriella Palermo e Antonello Zanda e il funzionario Giuseppe Budroni, difesi dagli avvocati Lorenzo Soro, Pasquale Ramazzotti e Jacopo Merlini. Si sono costituiti parti civili i familiari delle vittime, con gli avvocati Mario Perticarà (per Paola e Domenica Casalloni), Domenico Putzolu e Giampaolo Murrighile (Corona), Alex Russo (Antonietta Casalloni) ed Elias Vacca e Danilo Mattana (Mazzoccu).
La prossima udienza è stata fissata per il 16 marzo quando verrà conferito l’incarico a un nuovo perito. I giudici, evidentemente, intendono approfondire soprattutto l’eventuale prevedibilità dell’alluvione che seminò distruzione e morte nella città di Olbia, la più colpita dal passaggio del ciclone Cleopatra del 18 novembre del 2013.

