OLBIA. Cristian Totti è sicuramente un ragazzo che, come molti, coltiva il sogno di diventare un calciatore professionista. Tuttavia, a differenza di tanti altri, ha un padre dal nome illustre e roboante, che ha dato grande prestigio al calcio italiano.
Questa eredità, però, non deve e non può diventare un peso insostenibile per il giovane Cristian, il quale, pur non essendo attualmente destinato a seguire esattamente le orme del padre, ha tutto il diritto di coltivare il sogno di una carriera calcistica. In fin dei conti, ha solo 19 anni e fa parte della rosa dell’Olbia Calcio, allenata da Marco Amelia, anch’egli campione del mondo nel 2006, proprio come suo padre Francesco.
Recentemente, sono stati fatti dei commenti non proprio positivi nei confronti del ragazzo, nonostante il suo allenatore inviti tutti al buon senso e ad evitare i paragoni con il papà.
I critici invece lo descrivono ancora acerbo e non pronto per certi traguardi. Fin qui, nulla da eccepire. Francesco De Gregori, in uno dei suoi tanti brani, cantava: “Il ragazzo si farà anche se ha le spalle strette…”, quindi è comprensibile che Cristian non sia ancora pronto, ma non è accettabile che venga attaccato sul piano personale per il suo peso, non allineato ai parametri di valutazione di tanti esperti di calcio.
Si dice da sempre che il giudice supremo è il terreno di gioco, che non fa sconti a nessuno; per questo motivo, è giusto attendere le prime gare ufficiali e i primi verdetti. Nel frattempo, Cristian lavora sodo durante gli allenamenti, lotta, combatte e si impegna senza godere di alcun privilegio. Marco Amelia non fa sconti a nessuno, e anche Cristian non è esente dalle classiche ramanzine che l’allenatore riserva a chi non esegue correttamente alcuni movimenti di gioco o certi esercizi. Cristian accetta le critiche e le fa sue, consapevole che fanno parte del percorso di crescita. Chissà quanti rimproveri avrà ricevuto Francesco Totti durante la sua lunga e prestigiosa carriera?
Per ora, il giovane Totti si è inserito bene all’interno di un gruppo esperto che, da un lato, funge da guida per i giovani calciatori e, dall’altro, trasmette vigore e la giusta cattiveria agonistica.
Viviamo in un mondo in cui ognuno è libero di esprimere la propria opinione, soprattutto se questa è libera da pregiudizi; d’altronde, come diceva un importante commissario tecnico della nostra nazionale, “L’Italia è un popolo composto da sessanta milioni di allenatori”.
La critica è sempre un segnale di vitalità quando è disinteressata e priva di malizia; quando invece non lo è, si trasforma solo in maldicenza. In definitiva, stiamo parlando di un ragazzo che potrebbe essere uno dei nostri figli, uno dei tanti sognatori del calcio a cui la vita e il pallone diranno la verità, indipendentemente dal suo cognome e da tutto ciò che ognuno vorrà aggiungere.

